Caso d'uso
DPIA: dalla domanda "serve?" alla valutazione d'impatto
La DPIA arriva spesso quando il progetto è già partito, e la prima domanda è se serve davvero. Next-OS ti aiuta a capirlo incrociando art. 35 GDPR, criteri EDPB ed elenco del Garante, e a costruire una traccia con i quattro contenuti minimi richiesti dalla norma. La valutazione del rischio resta tua.
DPIA: cos'è e perché arriva quando il progetto è già partito
La DPIA, o valutazione d'impatto sulla protezione dei dati, è l'analisi che il titolare deve svolgere prima di un trattamento che può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone (art. 35 GDPR).
Nella pratica il DPO viene coinvolto tardi. Il fornitore è scelto, il contratto è in firma, la data di go live è fissata. A quel punto la domanda non è più "come progettiamo questo trattamento?" ma "ci serve davvero una DPIA?".
Rispondere bene richiede di incrociare più livelli:
- i tre casi esemplificativi dell'art. 35, par. 3, GDPR (valutazione sistematica con decisioni automatizzate, categorie particolari su larga scala, sorveglianza sistematica di zone pubbliche);
- i nove criteri delle linee guida WP 248 rev. 01, fatte proprie dall'EDPB, per cui la presenza di due o più criteri indica di regola un rischio elevato;
- l'elenco del Garante delle tipologie soggette a DPIA (provvedimento n. 467 dell'11 ottobre 2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 269 del 19 novembre 2018).
L'elenco non è esaustivo: resta fermo l'obbligo generale dell'art. 35, par. 1. Per questo serve una valutazione motivata, non una spunta su una lista.
Come imposti una DPIA GDPR con Next-OS
Il percorso segue l'ordine dell'art. 35: prima capire se la valutazione serve, poi costruirla, infine raccogliere il parere del DPO. Ogni passo lascia traccia nel workspace della pratica.
1. Descrivi il trattamento e carica i documenti del progetto
Scrivi in chat finalità, categorie di dati e di interessati, fornitori, tecnologie. Carica capitolato, documentazione tecnica del fornitore, schemi di flusso: Next-OS analizza anche scansioni PDF e documenti in inglese, rispondendo in italiano.
2. DPIA, quando è obbligatoria: verifica i criteri
Chiedi a Next-OS di confrontare il trattamento con i casi dell'art. 35, par. 3, con i criteri WP 248 e con le 12 tipologie dell'allegato 1 al provvedimento del Garante. La risposta indica quali criteri ricorrono e perché, con le fonti citate.
3. Costruisci la traccia della valutazione
L'art. 35, par. 7, chiede almeno: descrizione sistematica del trattamento e delle finalità; valutazione di necessità e proporzionalità; valutazione dei rischi per gli interessati; misure previste per affrontarli. Next-OS prepara una bozza con queste sezioni, anche partendo dal tuo DPIA template salvato in Next Drive, esportabile in docx e revisionabile con le revisioni attive (track changes).
4. Prepara il parere del DPO
Il DPO fornisce, se richiesto, un parere sulla DPIA e ne sorveglia lo svolgimento (art. 39, par. 1, lett. c). Chiedi a Next-OS una prima stesura del parere, poi correggila con il tuo giudizio sui rischi.
DPIA, un esempio concreto: screening automatico dei candidati
Un gruppo della grande distribuzione vuole adottare una piattaforma che legge i curriculum, assegna un punteggio ai candidati e propone una short list ai selezionatori.
Il DPO chiede a Next-OS: "Questo trattamento richiede una DPIA? Ci sono obblighi anche dall'AI Act?".
Cosa ottieni:
- l'individuazione dei criteri che ricorrono: valutazione e assegnazione di un punteggio, uso innovativo di tecnologie, possibile incidenza significativa sulle persone;
- il collegamento con il punto 7 dell'elenco del Garante, che cita i sistemi di intelligenza artificiale quando ricorre almeno un altro criterio;
- il richiamo all'Allegato III, punto 4, lett. a), del Regolamento (UE) 2024/1689, che classifica ad alto rischio i sistemi di AI usati per la selezione del personale, con obblighi applicabili dal 2 dicembre 2027 dopo l'Omnibus digitale sull'IA;
- una traccia di DPIA con le domande da porre al fornitore su logica del punteggio, dati di addestramento e supervisione umana.
Il rapporto tra DPIA e valutazione d'impatto sui diritti fondamentali è spiegato nella guida su AI Act e GDPR per il DPO.
Cosa verificare sempre in una DPIA
- Tempistica. La valutazione precede il trattamento. Se il trattamento è già in corso, documenta perché e programma subito il riesame.
- Coinvolgimento degli interessati. L'art. 35, par. 9, prevede di raccogliere, se del caso, le opinioni degli interessati o dei loro rappresentanti.
- Rischio residuo. Se dopo le misure il rischio resta elevato, il titolare consulta il Garante prima di procedere (art. 36). Il Garante ha otto settimane per il parere scritto, prorogabili di sei.
- Riesame. La DPIA non è un documento chiuso: va rivista almeno quando cambia il rischio (art. 35, par. 11).
- Coerenza con gli altri documenti. Registro dei trattamenti, informative e accordi con i fornitori devono raccontare lo stesso trattamento. Per il registro vedi la pagina sul registro dei trattamenti.
Next-OS ti fa arrivare prima a una bozza solida; la valutazione del rischio, che dipende da contesto e misure reali, resta un giudizio del titolare con il parere del DPO. Torna alla panoramica sull'intelligenza artificiale per DPO per gli altri compiti.
Altre domande da provare
Domande reali del lavoro di tutti i giorni. Ognuna apre Next-OS con la domanda già scritta: rispondono le fonti, con i riferimenti da verificare.
- Un sistema di videosorveglianza con analisi automatica delle immagini in un centro commerciale richiede la DPIA?Chiedi all'Assistente AI
- Quali sono i contenuti minimi di una valutazione d'impatto secondo l'art. 35, par. 7, GDPR?Chiedi all'Assistente AI
- Confronta questo trattamento con l'elenco del Garante delle tipologie soggette a DPIAChiedi all'Assistente AI
Domande frequenti
Quando è obbligatoria la DPIA?
Quando un trattamento può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone, in particolare se usa nuove tecnologie (art. 35, par. 1, GDPR). È richiesta nei tre casi del par. 3 e nelle tipologie dell'elenco del Garante del 2018. Secondo le linee guida WP 248, se ricorrono due o più dei nove criteri di rischio la valutazione è di regola necessaria.
Chi deve fare la valutazione d'impatto, il titolare o il DPO?
La DPIA è un obbligo del titolare del trattamento. Il titolare si consulta con il DPO, se designato (art. 35, par. 2), e il DPO fornisce un parere se richiesto e ne sorveglia lo svolgimento (art. 39). Il responsabile del trattamento assiste il titolare quando la DPIA riguarda attività svolte per suo conto (art. 28, par. 3, lett. f).
Cosa succede se la valutazione d'impatto rileva un rischio elevato?
Se il rischio resta elevato nonostante le misure individuate, il titolare deve consultare il Garante prima di iniziare il trattamento (art. 36 GDPR). L'Autorità può rispondere con un parere scritto entro otto settimane, prorogabili di sei per trattamenti complessi, e può usare i poteri correttivi dell'art. 58.
Fonti
La prossima DPIA, impostala con i criteri e le fonti già incrociati
Prova gratuita di 7 giorni, senza alcun pagamento iniziale. La disattivi quando vuoi.